Il Parco naturale di Porto Selvaggio è tra gli spettacoli naturali più belli del Mediterraneo. Comprende il tratto che va dalla Torre dell’Alto, nella marina di Santa Caterina, fino al confine con Sant’Isidoro, dove termina con la Palude del Conte e la Palude del Capitano, aree paludose intriganti e a tratti misteriose. E saranno proprio il Conte e il Capitano, solitari e burberi, due dei tre personaggi che ci racconteranno la storia di questo straordinario posto, tra storia e leggenda, in una visita teatralizzata condotta da una guida ambientale lungo un percorso naturale di una bellezza mozzafiato. Il terzo personaggio, l’ultimo, sarà quello di epoca più recente, la saliniera. Sin dagli inizi del 1900 e per grande parte del secolo quello di raccogliere il sale fu un mestiere molto diffuso in particolar modo tra le donne che vivevano in prossimità del mare. La sede elettiva della produzione del sale erano infatti le saline naturali. Si trattava di paludi e ristagni idrici interni ma per lo più prossimi alla costa che, prosciugandosi nel corso dell’estate, lasciavano, depositato sul fondo, i sali precedentemente contenuti in soluzione nell'acqua. Il sale rivestiva nella vita quotidiana della società preindustriale un ruolo di primaria importanza, tanto da essere considerato una delle maggiori ricchezze di cui potesse disporre una nazione. Il controllo della produzione e della commercializzazione di questa merce ha da sempre rivestito, per questo motivo, un ruolo strategico, con evidenti ricadute politiche. Da un punto di vista industriale esso trovava invece largo impiego nella concia delle pelli e nel trattamento delle fibre tessili, ma rientrava persino nella preparazione di diversi medicamenti ad uso umano e veterinario.